Le
Aree Boschive
A
pochi chilometri dalla riva meridionale del Lago di Garda,
a cavallo tra le province di Brescia, Mantova e Verona,
si distendono a semicerchio alcune basse colline moreniche.
Tutto il territorio del Comune di Monzambano, notevole per
i suoi aspetti paesagistici e vegetazionali, ha origine
morenica.
Bonificate le zone paludose che giacevano negli avvallamenti,
spianate alcune colline, sono stati rispettati solo i pendii
più ripidi, spesso rivolti a Nord, piccoli lembi
di suolo o cocuzzoli che si elevano di pochi metri su un
paesaggio agricolo che resta tuttavia tra i più belli
del Mantovano.
Sui versanti assolati si estendono i vigneti specializzati
che sono una delle maggiori ricchezze della zona. I vini
dei colli morenici, già apprezzati ai tempi dei Romani,
hanno raggiunto oggi standard di qualità notevoli.
L'irrigazione dei campi ha reso particolarmente dolce l'ambiente
ed anche durante le stagioni più aride la vegetazione
rimane verde e ridente, anche se ha mutato leggermente il
microclima.
Qua e là spiccano le fasce più scure dei boschi
di querce, interrotte a volte da piccolissime zone prative
aride, riarse d'estate.
La linea di cresta dei bassi colli è spesso segnata
dalle nere sagome dei cipressi che si stagliano, isolati
o a piccoli gruppi, contro il cielo, creando scenari di
intensa suggestione.
Il cipresso non è pianta indigena, ma è stato
introdotto in questi luoghi fin dall'antichità e
si è così ben inserito nell'ambiente collinare
da costituire oggi uno degli elementi più caratteristici
del paesaggio. Assieme al cipresso furono introdotte in
epoca romana altre due piante, l'olivo ed il mandorlo, relegate
ora in pochi ambienti circoscritti, ma una volta diffusi
lungo tutta la fascia collinare. Mentre la vite, ed una
volta anche olivo e mandorlo, occupano i versanti collinari
che guardano a mezzogiorno, sui versanti esposti a Nord,
più freddi e ripidi, da sempre vegeta il bosco termofilo
submediterraneo.
Si tratta di strette lingue di terra, più o meno
estese in lunghezza, sottoposte alla continua pressione
delle erbe antropiche, infestanti che si addensano ai loro
bordi seguendo le coltivazioni. Là dove le strisce
di bosco sono abbastanza ampie, la vegetazione infestante
si arresta al margine ed il bosco conserva il suo aspetto
naturale. E già alla fine di febbraio fiorisce, nei
boschi umidi e freschi, il Bucaneve, il fiore che preannuncia
la primavera.
Il bosco submediterraneo (quasi mediterraneo, per la presenza
di piante caratteristiche degli ambienti mediterranei) è
caratterizzato dalla presenza di tre specie arboree:
la Roverella, il Cerro e il Carpino nero.