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di Monzambano
Monzambano in Fotografia
Foto storiche tratte dal libro "Monzambano '900"
Il territorio di Monzambano foto e descrizioni tratte dal
Circolo Legambiente
Intenti
Le Cartine e Le Zone Boschive
Cartina (1989)
Cartina (1999)
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Elenco dei siti individuati
Boschi di Monzambano
Prati aridi
Zone umide
Trasformazioni del Territorio


 
CIRCOLO LEGAMBIENTE
di Monzambano e Ponti s/M

Le Aree Boschive

A pochi chilometri dalla riva meridionale del Lago di Garda, a cavallo tra le province di Brescia, Mantova e Verona, si distendono a semicerchio alcune basse colline moreniche.
Tutto il territorio del Comune di Monzambano, notevole per i suoi aspetti paesagistici e vegetazionali, ha origine morenica.
Bonificate le zone paludose che giacevano negli avvallamenti, spianate alcune colline, sono stati rispettati solo i pendii più ripidi, spesso rivolti a Nord, piccoli lembi di suolo o cocuzzoli che si elevano di pochi metri su un paesaggio agricolo che resta tuttavia tra i più belli del Mantovano.
Sui versanti assolati si estendono i vigneti specializzati che sono una delle maggiori ricchezze della zona. I vini dei colli morenici, già apprezzati ai tempi dei Romani, hanno raggiunto oggi standard di qualità notevoli.
L'irrigazione dei campi ha reso particolarmente dolce l'ambiente ed anche durante le stagioni più aride la vegetazione rimane verde e ridente, anche se ha mutato leggermente il microclima.
Qua e là spiccano le fasce più scure dei boschi di querce, interrotte a volte da piccolissime zone prative aride, riarse d'estate.
La linea di cresta dei bassi colli è spesso segnata dalle nere sagome dei cipressi che si stagliano, isolati o a piccoli gruppi, contro il cielo, creando scenari di intensa suggestione.
Il cipresso non è pianta indigena, ma è stato introdotto in questi luoghi fin dall'antichità e si è così ben inserito nell'ambiente collinare da costituire oggi uno degli elementi più caratteristici del paesaggio. Assieme al cipresso furono introdotte in epoca romana altre due piante, l'olivo ed il mandorlo, relegate ora in pochi ambienti circoscritti, ma una volta diffusi lungo tutta la fascia collinare. Mentre la vite, ed una volta anche olivo e mandorlo, occupano i versanti collinari che guardano a mezzogiorno, sui versanti esposti a Nord, più freddi e ripidi, da sempre vegeta il bosco termofilo submediterraneo.
Si tratta di strette lingue di terra, più o meno estese in lunghezza, sottoposte alla continua pressione delle erbe antropiche, infestanti che si addensano ai loro bordi seguendo le coltivazioni. Là dove le strisce di bosco sono abbastanza ampie, la vegetazione infestante si arresta al margine ed il bosco conserva il suo aspetto naturale. E già alla fine di febbraio fiorisce, nei boschi umidi e freschi, il Bucaneve, il fiore che preannuncia la primavera.
Il bosco submediterraneo (quasi mediterraneo, per la presenza di piante caratteristiche degli ambienti mediterranei) è caratterizzato dalla presenza di tre specie arboree:
la Roverella, il Cerro e il Carpino nero.

 

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